Nelle prime settimane di terapia in presenza edema è più logico e razionale lavorare per drenarlo attraverso un effetto antiedemigeno.
In particolare l’effetto antiedemigeno della metodica LASERIX non è un effetto drenante o vasodilatatorio da calore proprio perché la tecnologia utilizza potenze di picco estremamente elevate, parliamo di potenze superiori ai 200, 800, anche 1000 watt ma con uno scarsissimo effetto termico, questo perché il calore in questo caso è inutile è energia dissipata.
Magari al paziente questo calore potrebbe rendere piacevole la seduta perché gli fa rilassare i muscoli, ma per rilassare il muscolo esistono milioni di metodiche: dalle terme dei romani, alle moderne diatermie, ma di fatto ci danno una terapia funzionale che lascia ampio spazio alla recidiva.

L’effetto antiedemigeno della metodica PHAST è dovuto non tanto all’effetto termico quanto proprio alla stimolazione metabolica del tessuto mesodermico che viene stimolato a produrre più elastina e/o collagene a seconda della cellula mesodermica stimolata, che poi riversa nel torrente intercellulare, in quella che ad oggi viene chiamata matrice extracellulare, i detriti e i cataboliti della produzione che meccanicamente vengono drenati dal sistema linfatico.
Questo effetto chiaramente ha anche un notevole effetto antalgico ma non per mascheramento della percezione nocicettiva del sistema nervoso centrale ma proprio per la diminuzione e l’armonizzazione di quel processo fisiologico che è la riparazione dell’infiammazione acuta.
In questo caso l’eccesso di edema però può portare a dolore rilevato dai meccanocettori per la dilatazione dello stesso, l’armonizzazione quindi di questa risposta fisiologica porta a una migliore riparazione del tessuto e immediatamente dopo il trattamento il paziente si sente meglio per la risoluzione del processo, non tanto per l’evacuazione dell’edema in se stesso.

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